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Altamura, natura, tradizioni e sapori

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Storia di Altamura

Pulo di Altamura

Il territorio di Altamura si estende per 427 chlilometri quadrati nella Murgia nord-occidentale ed è incluso per gran parte nel costituendo Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Costituito principalmente da un’ossatura calcarea di rocce carbonatiche, è ricco di fenomeni carsici (grotte, doline, gravi e inghiottitoi) che danno origine ad un eccezionale sistema idrografico sotterraneo. Di notevole interesse sono le grotte di Torre di Lesco (a 3,5 km da Altamura lungo la S.S. 96), con le suggestive formazioni di stalattiti e stalagmiti; la grave di Faraualla (Murgia Franchini, S.S. 378), la più profonda dell’Italia centro-meridionale, inserita nella convergenza di antichi adduttori pluviali ed esplorata per 256 metri; il Pulo di Altamura (a 6,5 km dalla città lungo la strada per Quasano), ampia dolina carsica “a scodella” con 550 metri di diametro e 75 di profondità. Sulla parete settentrionale sono presenti numerose grotte frequentate sin dall’età neolitica. La flora è caratterizzata dalla presenza di boschi cedui di fragno, leccio, lentisco e roverella e da isolati perastri, cespugli di rosa canina, asparago selvatico, ferule, cardi, orchidee selvatiche, timo e distese di asfodeli. Tipici della fauna locale sono il gheppio, il falco grillaio, il corvo imperiale, la calandra, la monachella e una ottantina di altre specie nidificanti; sono inoltre da segnalare la volpe, la lepre, il riccio, la vipera, il ramarro e il serpente cervone. Numerosi insediamenti in grotta si dispongono lungo la fascia calcarenitica. Da visitare sono il villaggio cavernicolo di Pisciulo e gli insediamenti rupestri di Carpentino e Iesce (con la masseria fortificata e la cripta affrescata del XIV sec.) lungo la via Appia Antica. In prossimità di Casal Sabini (a 10 km dall’abitato lungo la S.S. 171 per Santeramo in Colle) si trova il villaggio rupestre di Fornello con la chiesetta ipogea affrescata nel XIV sec. Nel centro urbano, su via Madonna della Croce, è ubicato il santuario ipogeo di San Michele delle Grotte con affreschi databili tra il XIV e il XVIII sec. Vasti pascoli si estendono sulla Murgia disseminata di numerose masserie, jazzi, trulli e poste. Una fitta rete di tratturi e numerose piscine garantivano nel passato alle mandrie transumantiche che giungevano nei mesi invernali dal Molise e dal Sannio, l’esercizio del pascolo regolato dalla Dohana Menae Pecudum (Mena delle pecore) istituita nel 1442 dal re Alfonso I d’Aragona.